"Bellezza pulita". Cos’è e perché piace tanto?

"Bellezza pulita". Cos’è e perché piace tanto?

L’economia del wellness è cresciuta quasi del doppio rispetto alla crescita dell’economia globale. In due anni, dal 2015 al 2017, è passata da 3,7 miliardi a 4 mila e duecento miliardi di dollari.

La cosiddetta “bellezza’ pulita” piace sempre più. Soprattutto a persone (più che consumatori) sempre più consapevoli di ciò che acquistano e spalmano su viso e corpo.

Le motivazioni? Essenzialmente due: l’enorme pressione che la modernità genera sull’uomo, creando per contrappeso una crescente voglia di serenità e benessere. Poi un ambiente sempre più inquinato che ha fatto schizzare in alto gli indicatori dell’aumento di casi di dermatiti, pelli sensibili e allergiche.

Così, a prescindere dall’età, siamo tutti alla ricerca di ingredienti puri ed essenziali. Di formule più semplici, con attivi essenziali e che usano la tecnologia per ricavare il meglio da Madre Natura. Per questo oggi si presta attenzione alle etichette dei prodotti come dieci anni fa si faceva con quelle degli alimenti.

Sebbene spesso la normalità sia associata a banalità (e le cuti normali sembrino scomparse, a fronte di un incremento di pelli più bisognose, sensibili e abituate del meglio), l’aumento delle allergie è un fenomeno confermato dalle ricerche. Secondo l’ente statunitense Environmental Working Group oggi siamo esposti a oltre 120 ingredienti chimici presenti in cosmetici, cibo, detersivi (e ammorbidenti), nonché nelle sostanze inquinanti che ci circondano, fuori e dentro casa. La pelle reagisce difendendosi (e lamentandosi con l’infiammazione), le persone rispondono orientando le loro scelte verso cosmetici più semplici, a base di ingredienti di derivazione naturale e biologica, e con il minor numero di ingredienti.

Con Phaedra Botanicals, l’Estonia svela le potenzialità di un marchio organico che viene dal Grande Nord, regalando le peculiarità di questa terra. Una filosofia di formulazione “elegantemente” semplice, che coniuga il meglio della natura con la sofisticatezza della tecnologia, per estrarre i principi attivi mantenendone l’efficacia. La storia del marchio comincia con Lucie Vidlickova archeologa marittima che, viaggiando in lungo e in largo, s’imbatte nelle Prugne francesi d’Ente - dal francese antico "enter" ovvero innestare – tipiche di Angen. E’ dai noccioli di queste prugne che si ricava un prezioso olio ricchissimo di antiossidanti, perfetto per ammorbidire la pelle secca, ruvida e disidratata, per “rallentare” l'invecchiamento cutaneo e i segni del tempo…ma che è una vera manna anche per labbra, capelli e unghie. Nasce il primo prodotto del brand EX PRUNIS (dal latino “dalle prugne”): solo olio purissimo pressato a freddo di Prugne Ente.

Lucie produce piccoli lotti per garantire un prodotto sempre “fresco” e di alta qualità. Con un processo produttivo più che biologico; ogni componente bio-attivo è costantemente analizzato e verificato anche per i contaminanti esterni, come i metalli pesanti e i pesticidi. Tutti i prodotti sono privi di acqua e d’alcool, quindi adatti anche alle pelli più sensibili.

ROWSE, per contro, è un giovane marchio spagnolo di cui si sentirà parlare molto! La mission del brand è formulare cosmetici naturali e puri: reperire ingredienti naturali tutelando la biodiversità e gli ecosistemi. Biodiversità in termini di conservazione delle varietà vegetali e attenzione nel raccogliere correttamente ingredienti botanici…perché l’intento è “restaurare” e preservare intere aree naturali. Perché per ROWSE coltivare la bellezza è un progetto condiviso con il pianeta.

Gli Oli vegetali – rigorosamente pressati a freddo e monoingrediente - sono il “tubino nero” della linea nonchè la pietra angolare del successo del marchio. Attivi puri e certificati per garantire al consumatore un prodotto efficiente e sicuro. Ad esempio i cosmetici in olio si rivelano particolarmente utili in caso di pelle sensibile, perché consentono di limitare l'esposizione della pelle ai tensioattivi, utilizzati in creme e lozioni per la loro capacità di legare acqua e olio. Anche se oggi esistono tensioattivi delicati, questo tipo di ingredienti può comunque alterare la barriera cutanea, irritando la cute, soprattutto se lasciati sulla pelle per periodi prolungati.

Sul banco degli imputati

Di quali sostanze diffidare? Per fortuna il rigido sistema regolatorio dei cosmetici lascia poche via di scampo agli ingredienti “off”. Facciamo attenzione ai coloranti artificiali, perché rischiano di irritare la pelle, e degli oli minerali (sottoprodotto a basso costo dell’industria del petrolio), tra cui vaselina, paraffina, petrolati, possono occludere i pori, come pure alcuni siliconi…ma non demonizziamo e non facciamo di tutta un’erba un fascio.

Il Sodium Lauryl Sulfate (SLS) ha un’ottima capacità schiumogena e detergente, ma è molto aggressivo se presente come unico tensioattivo nella formula. Il suo ‘fratellino’, Sodium Laureth Sulfate (SLES), ha una tolleranza cutanea maggiore, ma entrambi tendono molto a disidratare la pelle. Per questo sono da preferire detergenti con betaine, tra i tensioattivi più utilizzati per ridurre il potere irritante di SLES e SLS, tra cui la cocamidopropyl betaine, ottenuto a partire dall’olio di cocco e dalla betaina.

Semaforo rosso per gli ftalati (DBP, DEHP, DEP, BPA), emulsionanti che possono essere assorbiti dalla pelle, come alcuni parabeni (metil-, etil-, butil-, propil-), conservanti molto controversi perché, usati largamente dall’industria alimentare (per via del loro basso costo), sono stati collegati a tumore al seno e problemi della riproduzione, tanto da far dubitare del loro utilizzo in cosmesi.



This websites use cookies. By continuing to browse the site you are agreeing to our use of cookies. Cookie policy Ok, do il consenso