Detersione primo atto d'amore

Detersione primo atto d'amore

Stirereste una camicia indossata il giorno precedente? Nonostante la curiosità, il paragone pelle e camicia sembra reggere per l’organo (la cute) più grande del corpo. Un organo che ‘indossiamo’ tutti i giorni e a cui è dedicata un’azione basilare della routine cosmetica: la detersione.

Chi possa dire di eseguire questo gesto in modo corretto e con costanza? Recenti indagini dimostrano quanto la percentuale di donne che si lavano il viso solo una volta al giorno, magari sotto la doccia, sia ancora elevato. Senza contare gli uomini che, nella maggioranza dei casi, adottano questa abitudine. Tra l’altro, le donne che non sono solite truccarsi, convinte che la detersione serva a rimuovere essenzialmente il make-up, ritengono assolutamente superflua quest’azione. E quante, poi, fanno seguire al latte detergente una ‘passata’ di tonico? Incuranti del fatto che sulla pelle rimangano residui di trucco e di prodotto, molte donne si accontentano di una ‘detersione a metà’.

La detersione è un’azione multifunzionale”, sostiene Luigi Rigano, docente di formulazione di cosmetici presso le Facoltà di Farmacia delle Università di Milano e Ferrara. “In particolare, è importante rimuovere dalla pelle i residui di trucco, che facilitano l’assorbimento, in superficie, di molte sostanze presenti nell’ambiente. Poi, bisogna eliminare l’eccesso di sebo ossidato ed eliminare batteri e funghi che si nutrono di tutti i materiali cellulari presenti, li decompongono e proliferano. Prurito e irritazioni ne sono le conseguenze. Poi, dobbiamo aiutare il distacco delle cellule che si desquamano dalla pelle, ma vi rimangono aderenti. Infine, occorre cancellare le tracce di sostanze odorose e residui vari dovuti al sudore. Tutto queste operazioni devono essere eseguite, idealmente, senza privare dei propri lipidi protettivi la cute, ossia senza ‘sgrassarla’ né ridurre le varie funzioni di difesa (barriera dall’ambiente, tampone di pH, scudo UV, inibizione batterica e micotica). Insomma, occorre una detersione ‘intelligente’ che non elimini il buono insieme a quanto è inutile o dannoso.

La detersione è importante per la salute ma anche per la bellezza della pelle. Spiega Corinna Rigoni, dermatologa, presidente Donne Dermatologhe Italia. “Avere comunque una pelle sana e luminosa è stato fin dall’antichità un obiettivo delle donne. Una pelle opaca non è caratteristica solo necessariamente di una cute ‘malata’, infatti il colorito spento, aspetto ‘grigio’, può essere determinato da diversi fattori tra cui l’inquinamento atmosferico, i residui di sebo e di altre secrezioni che, mal asportate, interagiscono tra luce esterna e pelle. In particolare l’inquinamento, il make-up e lo stesso stress, indurrebbero la liberazione di alcuni neuro-trasmettitori - come la noradrenalina - responsabili di una vasocostrizione periferica, con conseguente riduzione del circolo cutaneo, una minor presenza di globuli rossi nel derma e, quindi, una non ottimale retro-diffusione della luce”.

Un altro fattore determinante per un viso luminoso è la levigatezza cutanea. “Più le cellule cutanee sono legate le une alle altre, più i raggi luminosi sono riflessi in modo ordinato, facendo apparire la pelle liscia e giovane. Quando la cute è secca e desquamata i raggi luminosi interagiscono con la superficie cutanea in maniera diversa: il raggio di luce incidente si fraziona dando una riflessione in molteplici e disordinate direzioni - come se il raggio di luce rimbalzasse, rimandando un aspetto cutaneo meno luminoso. Invece se la cute è seborroica e quindi presenta un eccesso di sebo, si assisterà a una riflessione molto intensa della luce, con il conseguente aspetto lucido. Anche in questo caso va posta molta attenzione sulla detersione, perché molto spesso si utilizzano formulazioni troppo aggressive, che alterano il film idrolipidico e compromettono la funzione di barriera cutanea. Pertanto è necessario che la scelta dei prodotti sia sempre mirata”.

Smog: nemico numero uno

Insieme al sole, l’inquinamento accelera il circolo vizioso dell’invecchiamento cutaneo secondo due modalità distinte: causa i danni da radicali liberi, riduce le difese antiossidanti. Nello strato corneo consuma le naturali difese antiossidanti, essenziali per preservare l’integrità della struttura e l’elasticità della pelle. Nell’epidermide attiva un percorso infiammatorio che può portare a malattie infiammatorie e al tumore cutaneo. Infine nel derma altera il naturale ciclo di produzione di collagene ed elastina, causando la formazione di rughe sottili e marcate.

Acqua micellare: ‘detersione intelligente’

“Le sostanze detergenti sono costituite da molecole con struttura non simmetrica: una ‘testa polare’ molto idrofila, quasi una spugna d’acqua, che favorisce la loro dissoluzione in acqua e una ‘coda apolare’, una catena lipidica compatibile con le sostanze grasse come quelle di sporco, sebo, secrezione sudorale, residui del trucco”, spiega Rigano. “Quando applichiamo prodotti detergenti sulla cute, se questi non sono strutturati correttamente, si eliminano indiscriminatamente sia le sostanze grasse e i residui del trucco che i lipidi protettivi fisiologicamente presenti sull’epidermide”.

“I prodotti struccanti ‘micellari’ sono formulati in maniera tale da possedere molecole detergenti in quantità giusta, la minima sufficiente a formare micelle, strutture molto performanti nella loro azione detergente. Lo strato idrofilo permette di bagnare bene la cute, mentre il gomitolo interno lipofilo ingloba grassi e oli al proprio interno”.

“Ma la loro dimensione raggruppata, formata da molte molecole associate tra loro, non permette la penetrazione nella cute, consentendo una detersione senza risciacquo. I gomitoli micellari non destrutturano la pelle: per questo possono essere utilizzate su tutti i tipi di pelle, persino in situazioni di cute problematica”.

A ognuno la sua (pulizia)

Il 40% del film idrolipidico di superficie è rimosso dal semplice lavaggio con acqua. Per ridurre questo rischio, la detersione ideale dovrebbe essere selettiva: asportare sporco e impurità, mantenendo il più possibile intatti i lipidi cutanei, e fornire sostanze restitutive, che ripristinino l’equilibrio cutaneo.

In caso di pelle secca. Sono perfetti detergenti che assicurano un apporto di elementi idratanti, remineralizzanti e lenitivi per assicurare il massimo comfort. Ideale un latte detergente con texture ricca oppure oli cosmetici che alleviano la sensazione di secchezza.

In caso di pelle grassa. Un gel struccante purificante è perfetto in caso di imperfezioni leggere. Sulle zone più grasse si può utilizzare un esfoliante, seguito da un tonico astringente. Due volte alla settimana si potrà usare anche una maschera purificante.

In caso di pelle sensibile o irritata. Via libera a emulsioni sostanze emollienti e lenitive, usate sul viso senza massaggiare vigorosamente la pelle. La soluzione micellare ha la texture perfetta per evitare il sorgere d’irritazioni.

In caso di pelle mista. Occorrerà utilizzare un detergente specifico per pelli normali o miste, preferibilmente da risciacquare dopo l’utilizzo. Qui l’obiettivo è assicurare una detersione efficace per la zona T (fronte, naso, mento), che nello stesso tempo non inaridisca in modo troppo aggressivo le zone limitrofe. Se la pelle si presenta invece atonica e spenta, sarà preferibile privilegiare detergenti ricchi di antiossidanti come vitamine e polifenoli, che allo stesso tempo siano protettivi e nutrienti.



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