L’appellativo (“codice a barre”) è antipatico già di per sé, perché è come se l’invecchiamento della bocca associasse il nostro viso a un pacchetto di patatine, una borsa per la spesa o a una stecca di sigarette.

Con il trascorrere del tempo, le rughe verticali intorno al labbro superiore sono fra le prime a compa­rire, perché la pelle in que­sta zona è continuamente sollecitata dalla mi­mica facciale e dai continui movimenti effettuati con la boc­ca. Se, poi, si ha la (cattiva) abitudine di fumare, le cose precipitano. Oltre all’aging causato dall'esposizione solare, è il fumo a peggiorare maggiormente l’inestetismo, perché riduce la microcircolazione e incentiva la contrazione dei muscoli periorali, impegnati mentre si aspira la sigaretta.

Importante, altresì, lo stato di benessere della mucosa delle labbra. In caso di perdita di tono e “svuotamento”, ne ri­sente anche la zona cutanea circostante. Per questo motivo la prima strategia preventiva per contrastare la formazione di rughe in questa zona del viso è mantenere ben idratata la bocca e, naturalmente, la pelle circostante con pro­dotti specifici.

Tre strategie cosmetiche

1. Prevenzione: preservare l’idratazione di pelle e mucosa labiale

Per mantenere la pelle morbida e idratata, vanno usati innanzitutto rimedi che vanno a ripristinare il film idrolipidico, in particolare il fattore idratante naturale (NMF, Natural Mosturizing Factor), cioè il suo componente essenziale, che riveste e protegge la cute da aggressioni e disidratazione.

Per questo sono da preferire cosmetici da applicare sul contorno labbra che contengano sali minerali (sodio, potassio, magnesio, fosfato, cloruro), zuccheri, aminoacidi, urea, e allantoina, ossia sostanze che entrano nella composizione dell’NMF. Queste sostanze mantengono l’umidità ideale per la pelle, ‘catturando’ l'acqua presente nell'ambiente e legandola alle loro molecole.

Lip Treat Copenhagen di Nuori è un delizioso mix, con un effetto nude, di ingredienti naturali idratanti. Mandorla dolce e olio di albicocca uniti ad avocado, karité e burro di cacao nutrono e ammorbidiscono le labbra secche e disidratate, mentre cera d'api e frutti di bosco le mantengono protette ed idratate a lungo.

2. Cura: nutrire la pelle secca con i lipidi

Se la pelle è secca però può avere difficoltà nell’assorbire l'acqua, perché la cheratina cutanea disidratata forma una barriera fibrosa che impedisce ai fattori idratanti di penetrare. In questo caso funzionano bene burri, oli e ceramidi, sostanze grasse che fungono da cemento intercellulare, ostacolando l’evaporazione dell’acqua.

Lip Balm di VisViva è un must-have da tenere sempre in borsa, soprattutto in inverno. La formula del balsamo è ricca di burro di karité, olio di mandorle dolci e di jojoba, che mantengono la pelle morbida e protetta a lungo.

 

3. Trattamento: distendere le micro-tensioni con i peptidi

Le creme ad azione “botox-like” hanno un effetto distensivo sui muscoli mimici del viso, attenuando visibilmente le rughe di espressione. Protagonisti dell’azione gli esapeptidi (tra cui l’acetil esapeptide-8 e l’acetil esapeptide-3) in grado di simulare l'effetto della tossina botulinica, senza sottoporsi ad alcuna iniezione.

In Age-Repair Serum di Grown Alchemist il peptide-8 rimodella in profondità linee e rughe espressive, mentre il peptide-3 aumenta la produzione di collagene I, III e IV, diminuendo così la profondità delle rughe.

Tre protocolli medici

In ambito medico estetico, il rimedio più efficace dipende dall’entità dell’inestetismo.

Con rughe poco marcate si ricorre soprattutto al peeling chimico, utilizzando sostanze l’acido glicolico o il piruvico, o ancora il retinolo al 3% che stimola il turn-over epidermico, miglioran­do microgrinzosità, lassità e luminosità cutanea.

Poi funziona anche il PRP, cioè il plasma arricchito di piastrine, ottenuto mediante un prelievo di sangue. La metodica, grazie all’alta concentrazione di fattori di crescita, attiva nei tessuti un importante processo di rigenerazione.

Per contrastare rughe marcate e profonde si usa il laser frazionato. Che, a differenza dei laser ablativi che “vaporizzano” gli strati della pelle, provocando un’ustione superficiale, crea invece piccole e controllate asportazioni di pelle, preservando zone sane che accorciano di molto la guarigione della zona trattata. Così la pelle si rigenera, limitando i fastidi e accelerando i tempi.

Molto promettente anche il lipofilling, ossia il trapianto di grasso autologo, usato sia per riempire le rughe, sia per ottenere un’azione rigenerante sui tessuti, in virtù della presenza nel grasso di cellule staminali adulte.