Ci sono cellule che vivono (solo) 24 ore, come i globuli bianchi, altre 120 giorni, come i rossi. Altre ancora circa 20 giorni. È il caso dei cheratinociti della pelle, che nascono nello strato più profondo dell’epidermide e quando muoiono vanno a costituire lo strato corneo, la cui cheratina protegge la pelle dagli “invasori”, batteri e virus, ma anche agenti chimici e inquinamento. I corneociti (che originano quindi dai cheratinociti “deceduti”) permangono circa una settimana poi cadono, più o meno spontaneamente.

Perché questa premessa? Per dire che quando vediamo la nostra pelle abbronzata ma un po’ opaca, significa che è disidratata e che il turn over cellulare è rallentato. I corneociti si accumulano e la pelle assume un colorito con un sottotono grigiastro. Avete presente?

Questo aiuta a capire perché esfoliare la pelle abbronzata non significa ‘sbiancarla’, ma semplicemente togliere l’alone che la rende poco luminosa e vitale. La melanina, infatti, si forma in profondità vicino al derma, e non può venire asportata da uno scrub superficiale che, invece, rimuove le cellule devitalizzate.

La durata dell’abbronzatura dipende dal tempo impiegato dalla pelle a rinnovarsi completamente, che dipende dalla sua vitalità (legata anche all’età) e dal fototipo, in quanto i più scuri tendono ad avere più melanina e un turnover più lento rispetto alle carnagioni chiare. Nonostante la loro la tintarella sia più longeva, oltre che più intensa, anche le cuti scure hanno bisogno di rinnovarsi.  

Non solo: l’efficacia dell’idratante aumenta se lo si applica su una superficie cutanea che è stata levigata da un gommage. Convinti? Bene. Passiamo al quando e come: è consigliabile iniziare a esfoliare quando non ci si espone ai raggi solari da almeno una settimana, così si consente alla pelle di smaltire l’infiammazione dovuta ai raggi solari. In più serve un prodotto delicato, perché un’esfoliazione troppo aggressiva, tra l’altro in un periodo in cui le radiazioni solari sono ancora potenti, potrebbe avere esiti inattesi. Sono un esempio le cosiddette macchie, accumuli di melanina che la pelle produce in eccesso perché si vede depauperata della sue difese.

Ecco 5 i consigli per prolungare l’abbronzatura preservandone la  bellezza.

1- Detergere: evitare i bagni caldi, che tendono a seccare la pelle, incrementandone la disidratazione. Meglio docce con acqua tiepida e detergenti delicati che non alterano il film idrolipidico della pelle

Tri-Balm di Frances Prescott è un magnifico balsamo detergente in stick ideato per il viso. Un cosmetico multifunzionale: deterge con efficacia e al contempo esfolia con delicatezza, lasciando la pelle morbida e idratata. Pratico e comodo, pensato per il viaggio o da infilare nella sacca della palestra, è privo di parabeni e siliconi.

2- Idratare: è davvero un must con l’abbronzatura, anche per chi ha usato con regolarità doposole idratanti durante le vacanze. Meglio idratare due volte al giorno, sia il viso che il corpo. In questo periodo, invece, meglio evitare lozioni profumate per il corpo, la cui presenza di alcool rischia di inaridire la pelle, accelerandone la desquamazione.

Tan Extender di EcoCoco è un idratante in grado di prolungare l’abbronzatura fino a 7 giorni, grazie alla presenza di un attivo naturale derivato dalla canna da zucchero (diidrossiacetone). Arricchito con un esclusivo olio di cocco biologico e certificato, contiene ingredienti idratanti e antiossidanti, come aloe vera, tè verde e bacca di açaí, che forniscono un’idratazione immediata e duratura.

3- Esfoliare: un gesto cosmetico importante, per prolungare l’abbronzatura, contrastando grigiore e opacità, purché fatto nei tempi, una volta la settimana è sufficiente, e modi, usando uno scrub delicato senza strofinare troppo con forza.    

Per il corpo suggeriamo Salts Selection Exfoliant  di PerPurr, un mix selezionato di tre sali: il sale rosa dell'Himalaya, quello proveniente dal Mar Morto e il sale di Epsom, tutti ricchi di minerali, ferro, potassio e magnesio, essenziali per il mantenimento della salute.

Invece per il viso c’è Buchu Botanical Enzyme Polish di African Botanics, un esfoliante delicato che migliora la luminosità cutanea grazie agli enzimi di papaia e ananas, mentre le proprietà protettive e rigeneranti delle sostanze contenute nella kigelia africana, nel tè verde rooibos e nell’aloe ferox aiutano a levigare la pelle senza irritarla.


  4- Reintegrare: Come ovviare alla lieve perdita di colore? L’autoabbronzante è perfetto.

Sunless Tan Anti-Aging Face Serum di Coola Suncare è un inedito autoabbronzante biologico con eco-certificazione Cosmos negli Stati Uniti. Nella formula olio di argan, vitamina C, acido ialuronico che idratano, lasciando la pelle luminosa. Si può usare da solo o miscelato all’abituale crema idratante: l’abbronzatura graduale che regala non lascia tracce, non unge e dura fino a 3 giorni.

5- Nutrire (dall’interno). Anche l’alimentazione aiuta a mantenere l’abbronzatura. È dimostrato che inserire nella propria dieta alimenti ricchi di beta-carotene (dal color giallo-arancio), come albicocche, meloni, mango, carote, peperoni, zucca, pomodori, prolunga l’effetto tintarella dall’interno. Nell’organismo il betacarotene viene convertito in vitamina A, che stimola la sintesi di collagene e melanina. Utile anche l’astaxantina, un carotenoide rossiccio derivato da un’alga e reperibile in gamberi, salmone e trota salmonata, noto come sostanza anti-fotosensibilizzante, in grado cioè di ridurre gli effetti collaterali delle radiazioni solari.

Alla sera, dopo cena, prova una capsula di H3O Night Repair di Rejuvenated: un integratore naturale che aiuta a ritrovare una pelle fresca (idratata) e rigenerata. Tra gli ingredienti, corteccia di pino, estratto di vinacciolo, astragalo e astaxantina, ricavata da una microalga d’acqua dolce.

La dose giornaliera consente di fare il pieno di importanti micronutrienti, come calcio, magnesio, acido ialuronico, Vitamine A, B, C, D ed E, essenziali nella lotta contro stress ossidativo e aging cutaneo.