Mare, montagna o lago? Poco importa, a patto che la vacanza abbia una durata precisa. A sostenerlo sono i ricercatori dell'Università di Helsinki, in Finlandia, guidati dal professor Timo Strandberg, docente di geriatria. Che sostiene: “Non si pensi che uno stile di vita salutare riesca a compensare il lavoro troppo duro e senza ferie”.

Il maxi studio, che ha coperto un arco di 40 anni, ha coinvolto 1222 uomini d'affari di Helsinki di mezza età, nati tra il 1919 e il 1934 e con almeno un fattore di rischio per malattie cardiovascolari: fumo, pressione alta, colesterolo alto, trigliceridi elevati, diabete, sovrappeso.

Dalla ricerca è emerso che gli uomini con ferie mordi e fuggi, che quindi hanno lavorato di più e dormito meno di chi ha trascorso vacanze più lunghe, hanno annullato i benefici sullo stile di vita seguito durante l’anno. Insomma conta molto la durata della vacanza, in grado persino di allungare la vita, a patto che si tratti di non meno di tre settimane

E così, tutti al mare (al lago o in montagna), purché ci si ricordi sempre di preservare il “capitale solare”. Questa sorta di “tesoretto” è la capacità geneticamente innata di abbronzarsi e al contempo di difendersi dalle aggressioni esterne. Ma, come accade anche durante la vita, questa capacità di sopportazione ha un limite. E, con il tempo, va perdendo il suo naturale potere di autoregolazione. Ecco perché la “resilienza” cutanea al sole va sostenuta, a qualsiasi età. E soprattutto da giovani, perché gli errori accumulati un giorno presentano il conto: pori dilatati, macchie, rughe. Fino al temuto melanoma.

Tempi e orari

Soprattutto nei primi giorni, è utile esporsi al sole in modo graduale. Non esporsi per più di 45 minuti ai raggi solari e prendere alcune pause.

Dopo i primi tre giorni si può aumentare l’esposizione, senza dimenticare di utilizzare la corretta protezione, scelta in base alle caratteristiche reazioni della pelle al sole. Il fototipo, poi, va incrociato con i dati ambientali: tempo e luogo. Il sole di una spiaggia in Sicilia è più forte di quello della Liguria, mentre quello della montagna lo è ancor più. Ovviamente diverso è prendere il sole del primo mattino, o tardo pomeriggio, e quello del mezzogiorno.

Dalle 12 alle 15 meglio bandirlo e preferire l’ombra. Gli adulti possono esporsi in tranquillità tra le 11 e le 15 del pomeriggio. I bambini al di sotto dei 3 anni possono prendere il sole tra le 7 e le 10 del mattino, poi dopo le 16 nel pomeriggio, in quanto la pelle non ha ancora raggiunto la maturazione della melanina.  

La melanogenesi (creazione della melanina) ha i suoi tempi, dovuti principalmente a 2 fattori: la produzione del pigmento (melanina) a partire da un aminoacido, la tirosina, e il suo trasferimento dalle cellule produttrici, i melanociti a gli avamposti della pelle, i cheratinociti dell’epidermide.

I melanociti sintetizzano la melanina che viene stoccata all’interno di vescicole, i melanosomi. Questi migrano attraverso i prolungamenti ramificati (dendriti) dei melanociti (simili alle braccia di una stella marina) e vengono trasferiti ai cheratinociti (cellule dell’epidermide). Ogni melanocita “lavora” per proteggere 5 cheratinociti, in quanto la melanina si dispone intorno al nucleo cellulare come uno scudo
Questo processo, la cosiddetta pigmentazione progressiva, o indiretta, si verifica nel giro di due o tre giorni ed è determinata dagli UVB, la cui intensità ed energia incrementa la velocità di sintesi della melanina, il numero di melanosomi e il trasferimento del pigmento ai cheratinociti.
Dopo pochi minuti di esposizione al sole, però, si può notare già una lieve colorazione. Si tratta di una pigmentazione diretta ed effimera in risposta ai raggi UVA, che ossidano (ingialliscono) la melanina già esistente.

Per chi non vuole rinunciare alla sensorialità degli oli, Mimitika lancia Huile Solaire SPF50. Il solare ha una protezione ad ampio spettro, anti-UVA e UVB ed è stato formulato con i migliori oli naturali: olio di nocciolo di albicocca rigenerante, di ibisco antiossidante e olio di semi di luffa, utilizzato in Paesi come l’Africa e l’India per ovviare ai danni del sole sulla pelle. In più, la presenza di tirosina offre alla pelle la sostanza necessaria per l’attivazione della biosintesi della melanina, per un'tintarella più rapida, luminosa e duratura. Questo leggero olio secco, resistente all'acqua, si asciuga all'istante senza lasciare sulla pelle alcun un film untuoso.

A chi preferisce il classico latte Mimitika dedica Lait Minéral Protecteur SPF50, che protegge e idrata allo stesso tempo, grazie ai filtri solari minerali ad ampio spettro e all’olio di karanjia. Quest’ultimo, usato soprattutto in India, offre un’efficacia anti-age, grazie alle proprietà antiossidanti e di assorbimento della radiazione solare. Nella formula anche olio di cocco e una miscela di semi d’anguria, mandorle dolci, olio di jojoba, il cui mix aiuta a proteggendola dai radicali liberi, mentre gli estratti di alghe stimolano la melanina, favorendo un’abbronzatura più rapida e duratura. Ultimo, ma non meno importante, l’assenza di conservanti come parabeni e fenossietanolo, oli minerali e siliconi, e filtri solari con un dubbio profilo di sicurezza, come octinoxato e ossibenzone.